Le sale del museo
Musei dell’Arcidiocesi di Lanciano Ortona, un tesoro di fede e storia.
Il museo Diocesano di Ortona è stato aperto al pubblico il 13 dicembre del 2003, è tra i più importanti musei d’arte sacra della regione. Ha sede in tre ampie sale, antiche cappelle, all’interno della Cattedrale di San Tommaso Apostolo.

Sala 1
Nella prima sala, ex cappella del Rosario, si possono ammirare dipinti che vanno dal XV al XVII secolo...
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Sulla parete destra troviamo quattro grandi tele seicentesche del pittore ortonese Tommaso Alessandrino tra cui, la più suggestiva, è “Il giudizio universale” dove l’autore descrive dettagliatamente i tre regni dell’oltretomba. Sulla parete sinistra si può ammirare lo splendido trittico dell’artista bergamasco Giovan Battista Spinelli del XVII sec. .L’opera raffigura ,sullo sfondo di una maestosa incoronazione della Vergine, una testimonianza del paesaggio di una parte di Ortona antica con la cattedrale di San Tommaso AP. come era nel ‘600. Non meno interessante la tela accanto, di autore ignoto, che raffigura la Natività con l’adorazione dei pastori: tra i tanti simboli e personaggi è riconoscibile l’autoritratto del pittore che reca un cartiglio con la data 1581. In fondo alla sala spiccano due notevoli tavole quattrocentesche di autori ignoti: “Il volto santo di Lucca e il miracolo del giullare” e, l’opera più significativa dell’intera raccolta museale, “La Madonna con il puer dolorosus”, un unicum a livello iconografico per la rappresentazione di Gesù fanciullo ma con tutti i segni della passione. Di notevole importanza è la lapide che attesta la consacrazione della chiesa alla Vergine Maria risalente al 1127. La sala è arricchita da reliquiari antropomorfi, da un’ acquasantiera del XVII sec. e da un alto rilievo raffigurante “L’Ecce Homo “.

Sala 2
La seconda sala si apre con un vano sulla cui parete destra è collocato un ciclo di dipinti che rappresenta quattro episodi significativi della vita di Santa Caterina d’Alessandria...
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del pittore settecentesco Giovan Battista Gamba; nella vetrina contenente preziose argenterie sacre spiccano due calici di notevole fattura artistica: quello donato da Papa Leone XIII alla cattedrale di Ortona nel 1887 e quello donato da monsignor Boccabarile nel 1608. Interessante è anche parte del quadrante dell’orologio datato 1583,collocato in origine sulla torre civica distrutta con il bombardamento del 1943. Sulla sinistra si può ammirare quella che era l’ex cappella di Sant’Onofrio che conserva la sua struttura originaria con copertura a volta ogivale, lo zoccolo e tre aperture murate. Edificata probabilmente, tra la fine del XIII sec. e l’inizio del XIV sec., svolgeva la funzione di foresteria della chiesa. In questo suggestivo ambiente risaltano le preziose argenterie tra cui, degne di nota, le “Cartegloria” e una croce d’altare dell’artista napoletano Filippo del Giudice del ‘700.Non passano inosservati i volti lignei delle famose “ statue vestite” chiamate, in gergo abruzzese, “ conocchie “, (termine con cui si indica la rocca che serviva insieme al fuso, per filare la lana e il cotone) che, con i loro riti legati alla vestizione, sono interessanti espressioni di devozione popolare. In fondo alla sala sono collocate le opere più significative legate all’apostolo Tommaso, le cui sacre spoglie sono custodite nella cattedrale dal 6 settembre del 1258. Merita un momento di riflessione il dipinto con l’incredulità di San Tommaso Ap., ex voto, commissionato al pittore ferrarese Giuseppe Lamberti dalla municipalità di Ortona nel 1731 dopo la scampata pestilenza. A raccontare dell’arrivo delle spoglie dell’apostolo è il bassorilievo cinquecentesco di fattura veneziana. In esso è ben descritto lo sbarco della galea nel porto di Ortona proveniente dall’isola di Chios dove il navarca ortonese Leone trafugò le sacre reliquie.

Sala 3
Un corridoio sulle cui pareti campeggiano delle grandi tele del pittore ortonese Pasquale Bellonio (1698- 1786) , artista interessante per la sua padronanza della simbologia iconografica cristiana, conduce nella terza sala...
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Questa anticamente era la cappella gentilizia della nobile famiglia ortonese De Sanctis. A testimonianza di ciò sono ancora collocate su due pareti una di fronte all’altra, le tombe di Andrea de Sanctis defunto nel 1504 e quella di Andrea Matteo De Sanctis e Jacopo De Aplutio, uomini di legge, nonché coetanei e amici fraterni defunti entrambi nel 1556. Tra i numerosi reperti lapidei collocati in questo ambiente spiccano gli stemmi di alcune famiglie nobili di Ortona e il primo stemma della città risalente al XIII secolo. Sono presenti anche diversi reperti archeologici che testimoniano l’antichità di Ortona e molto interessante è la cosiddetta “Pietra di Morrecine” , lastrone con bassorilievi di fregi floreali e testa taurina, proveniente da un mausoleo di probabile epoca romana. La sala ospita anche una piccola collezione numismatica, in essa sono presenti due preziose monete coniate dalla zecca di Ortona: un bolognino e un denarello. Nel 1414, la regina Giovanna II ( 1414- 1435 ), concesse ad Ortona il privilegio di battere moneta propria e la prima ad essere emessa fu proprio questo piccolo bolognino d’argento. La municipalità ortonese ebbe la facoltà di personalizzare il verso della moneta e scelse, come simbolo identificativo della città, l’effige di san Tommaso, che risulta essere la più antica raffigurazione dell’Apostolo fatta in Ortona.
Contatti
Piazza S. Tommaso, 1, 66026 Ortona CH